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Mutui #senzapenale, 20mila firme alla nostra petizione

Ventimila persone in poche ore hanno firmato la petizione lanciata da il Test per chiedere al presidente Renzi di non reintrodurre le penali sull’estinzione anticipata dei mutui. Un regalo per le banche che vale 221 milioni di euro che verranno pagati direttamente dai consumatori. Si può aderire all’appello su Change.org ed esprimere il proprio parere twittando utilizzando l’hashtag #senzapenali. Il quotidiano “la Repubblica” oggi rilancia la nostra petizione.

La scelta del governo appare paradossale per almeno due motivi. Innanzitutto la direttiva non prevede l’obbligo ma la possibilità per gli Stati membri di introdurre un indennizzo a favore degli istituti di credito qualora i mutuatari estinguano in anticipo il mutuo. Perché il governo ha scelto l’interpretazione più restrittiva?

In seconda analisi, l’Italia con legge 40 del 2007 approvata dal governo Prodi ha cancellato la penale (1,5-2% sul capitale residuo) a carico del consumatore che estingue anticipatamente un mutuo. Quella misura ha permesso la portabilità dei finanziamenti ipotecari e ha aperto il mercato alle surroghe: oggi si può chiudere in anticipo il vecchio mutuo presso la propria banca e se ne può aprire uno nuovo a condizioni migliori presso un altro istituto senza pagare pegno. Una misura che non solo avvantaggia i mutuatari ma ha fatto in questi anni cresce la libera concorrenza tra gli istituti di credito. Tanto che su 26,6 miliardi di euro (tanti sono i mutui erogati nei primi sette mesi del 2015) il 27,7% è andato proprio alle surroghe (per un valore di 7,4 miliardi di euro).

Non si capisce allora come un modello virtuoso come quello italiano, invece di essere valorizzato in Europa, debba essere cancellato. Leggendo la bozza di decreto attuativo al quale sta lavorando il governo, il Test ha scoperto che l’esecutivo intende reintrodurre surrettiziamente il balzello: se non una penale “un indennizzo equo e obiettivo, non superiore alla perdita economica sofferta dal soggetto finanziatore”. Al di là delle parole la sostanza non cambia: chi estingue anticipatamente il finanziamento dovrà pagare pegno alla banca. Proprio quello che vuole da tempo l’Abi, l’Associazione bancaria italiana. Per questo con la nostra petizione vogliamo dire no a qualsiasi ipotesi di ripristino di penali a carico dei mutuatari e a scapito della libera concorrenza.

 

 

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enrico cinotti

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