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Ocse: Il pc a scuola non garantisce un miglior apprendimento

Il pc a scuola? A volte può essere non funzionale all’apprendimento degli studenti. A dirlo è l’Ocse secondo cui non vi è certezza che i devices tecnologici – a scuola come a casa – migliorino le performance scolastiche dei nostri ragazzi. Anzi, l’Organizzazione nel suo ultimo dossier “Making the connection” sostiene che i quindicenni che usano moderatamente i computer a scuola tendono ad avere un miglior apprendimento dei coetanei che lo usano poco o nulla, ma quelli che lo utilizzano in modo massiccio tendenzialmente peggiorano nella lettura, in matematica e nelle scienze.

Nel 2012, il 96% degli studenti quindicenni dei paesi OCSE ha riferito di avere un computer a casa, ma solo il 72% ha dichiarato di utilizzarne uno a scuola. Nelle scuole italiane c’è un computer ogni 4,1 allievi quindicenni, contro una media Ocse di 4,7, ma solo il 66,8% degli allievi usa il computer durante l’orario scolastico, contro una media del 72%. Nettamente inferiore alla media anche la percentuale di allievi italiani che usano Internet per fare i compiti, a scuola (28,8%, contro una media Ocse del 41,9%) o a casa (49,1% contro una media Ocse del 54,9%).

Il dato risulta inferiore alla media anche in termini di minuti al giorno trascorsi su Internet: i quindicenni italiani passano 93 minuti al giorno a navigare sul web fuori da scuola in settimana e 97 nel weekend, contro una media Ocse rispettivamente di 104 e 138 minuti. Questo nonostante la percentuale di ragazzini che hanno almeno un computer a casa sfiori il 99%.

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Valentina Corvino

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