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I pericoli del mix chimico che le norme ignorano

Si chiama effetto cocktail e da sempre è il timore di chi si oppone ai pesticidi negli alimenti, ai perturbatori endocrini nei cosmetici, nel packaging e in mille altri beni di consumo. In sostanza significa che una sostanza chimica, che presa singolarmente non ha effetti pericolosi sull’organismo, se associata a un’altra può dare luogo a un pericolo inaspettato.
Un fantasma che ora si materializza grazie a una ricerca appena pubblicata su Nature da ricercatori francesi di molti istituti, tra gli altri il centro di Biochimica strutturale di Montpellier 34090, l’Università di Montpellier, e l’istituto di ricerca sul cancro di Montpellier.
Gli studiosi hanno monitorato gli effetti collegati del bisfenoloA, di un pesticida organofosfato e degli alchilfenoli, trovando che insieme producono un’azione sinergica sul recettore Pregnane X, un recettore che ha il compito proprio di identificare la presenza di sostanze tossiche nell’organismo e organizzare la risposta proteica di disintossicazione. Un danno che nessuna delle sostanze analizzate aveva da sola ma che assieme hanno mostrato chiaramente.

Il bisfenolo fa parte dei perturbatori endocrini più contestati, presente in molti contenitori di alimenti e da molti regolamentato. I pesticidi organofosfati, invece, sono ammessi in dosi limitate dai regolamenti europei (che però non tengono conto, ovviamente, dell’effetto cocktail con altre sostanze). Gli alcilfenoli sono anch’essi perturbatori endocrini, trovati molto spesso nelle analisi di capi di abbigliamento o calzature, anche per bambini

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Riccardo Quintili

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