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Periodo di funghi, i consigli per chi cerca e chi compra

La stagione dei funghi è in pieno svolgimento, pioggia, sole e poi ancora pioggia, il clima è ideale per una buona raccolta.

Attenzione però, la prudenza non è mai troppa sia quando si raccolgono che quando si comprano.

 

LE DRITTE PER CHI COMPRA

Dal fruttivendolo non abbiate paura di fare domande, quindi, è bene sapere da quanti giorni i funghi sono esposti, dove e come sono stati conservati. Tenete conto che molte Regioni impongono la presenza di un cartellino che attesta la qualità del prodotto all’interno della cassetta in esposizione. Evitate i venditori abusivi e, se proprio non potete resistere all’offerta, tastate il fondo della cappella del fungo. Il colore non deve essere troppo giallo, non deve risultare troppo umido, se imprimendogli una leggera pressione emergono delle macchie nere, blu o violastre, anche solo come aloni, partite da un presupposto: non è sicuramente un porcino. Non vergognatevi di annusare, il fungo che ha perso il profumo è vecchio.

 

E QUELLE PER CHI CERCA

Per chi si vuole cimentare nella raccolta, i suggerimenti sono altri. Prima di tutto l’abbigliamento. Vestitevi con colori sgargianti, non state andando a caccia, la vostra preda non scappa, e invece se malauguratamente vi doveste perdere gli uomini della Protezione Civile e del Corpo Forestale saranno molto agevolati nel lavoro di ricerca. Se vi inoltrate in una zona boscosa che non conoscete, munitevi di cartina.

Ai piedi le scarpe da ginnastica non sono sufficienti. In questa stagione il terreno è umido, scivoloso, vi potreste trovare in breve a camminare in calzature fradice, scomode e la suola non adatta vi farà scivolare. L’ideale sono le pedule da montagna. Anche senza andare troppo sul tecnico, controllate che abbiano un buona suola “a carroarmato” e indossatele con calze di spugna o di lana.

Una giacca a vento può far comodo, i temporali sono una costante di questo periodo. Non dimenticate di portare con voi un bastone, ottimo strumento per non ruzzolare scendendo un pendio scosceso e per evitarvi di infilare le mani in posti pericolosi. Indispensabile anche un coltellino. Ricordate: il fungo va raccolto con cura, non strappato. Il fondo del gambo deve essere in principio raschiato delicatamente, tenendolo vicino al terreno e infine fate qualche piccolo intaglio.

Non raccogliete funghi avariati. Un porcino mezzo marcio vi farà star male. Non distruggete o maltrattate i funghi che non raccogliete, non saranno commestibili, ma sono un bene prezioso per l’equilibrio naturalistico del bosco.

Un ultimo avvertimento: i funghi non sono semplici da riconoscere. Sbagliarsi è facilissimo, accontentarsi di fare un paragone con la fotografia di una guida o di un libro è da irresponsabili. Prima di mangiare i funghi si deve farli controllare. In moltissime località di montagna ci sono, anche la domenica, degli esperti a disposizione. Portate il vostro cestino e fatelo esaminare. E ricordate basta un singolo fungo velenoso nel vostro carniere per infettare, attraverso le spore, tutti gli altri. È brutto e spiace, ma per evitare guai meglio buttare tutto.

 

SE QUALCOSA VA STORTO

 

Se qualcosa va storto? Se si è ingerito un fungo velenoso si possono avere due tipi di segnale. Quello a breve latenza si manifesta subito dopo l’ingestione e fino a sei ore dopo. Queste sindromi precoci sono le meno pericolose in quanto consentono un rapido ricorso alle cure mediche ed una precoce espulsione delle sostanze tossiche non ancora completamente assimilate.

Le sindromi a lunga latenza sono quelle che si manifestano dopo almeno 6 ore dall’ingestione e fino a oltre 24-32 ore, sono le più pericolose perché l’insorgenza ritardata della sintomatologia posticipa l’intervento medico che spesso arriva quando i principi tossici hanno causato già danni gravi e irreversibili.

Al minimo dubbio non fatevi scrupoli e chiamate uno dei Centri antiveleni presenti in Italia.

 

Centri Antiveleni Italiani (CAV)

 

PAVIA
Centro Nazionale di Informazione Tossicologica
IRCCS Fondazione Salvatore Maugeri – Via Salvatore Maugeri 10, 27100 Pavia
Tel: (+39) 0382 24444
Fax (+39) 0382.24605

MILANO
Ospedale Niguarda Cà Grande
Tel: (+39) 02 66101029
Fax (+39) 02 64442768
Disponibilità h24

BERGAMO
Ospedali Riuniti di Bergamo
Largo Barozzi, 1
Numero verde 800 883300

FIRENZE

Unità operativa di Tossicologia di Firenze
A.S.L. 10 / Università degli studi
Viale Morgagni, 65 – 50134
Tel: 055-7947819

 

ROMA

Ospedale Pediatrico Bambino Gesù 
Dipartimento Emergenza e Accettazione DEA
Piazza S.Onofrio, 4 (00165) Roma 
Tel. (+39) 06.6859.3726
Fax. (+39) 066867954

Tossicologia d’Urgenza e Centro Antiveleni 
Università di Roma Sapienza
Viale del Policlinico, 155 – 00161 Roma
Tel (+39) 06 49978000
Fax (+39) 06 4461967

Centro antiveleni del Policlinico Universitario Agostino Gemelli
Largo Francesco Vito, 6 – 00168 Roma
Tel: (+39) 06 3054343

NAPOLI
Azienda ospedaliera di rilievo nazionale A. Cardarelli
Via Cardarelli, 9 – 80131
Tel: 081-7472870    081-5453333
Disponibilità h24

FOGGIA

Università degli studi – Azienda ospedaliero universitaria
Viale Pinto – 71122
Tel: 0881-732326

 

 

 

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Roberto Quintavalle

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