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Egeria: la nostra acqua è pura e controllata

L’acqua minerale Egeria è pura e controllata. Così in un messaggio diffuso sui principali quotidiani nazionali, l’srl Acqua Santa di Roma – che dal 1948 gestisce la fonte ed imbottiglia “le lacrime della ninfa” – ha smentito le voci di un possibile inquinamento della sua falda acquifera.

L’ACQUA SANTA DI ROMA

Le origini della vicenda sono lontane ma solo qualche giorno fa un provvedimento di sequestro della Polizia municipale capitolina ha riportato all’attenzione dell’opinione pubblica il presunto inquinamento causato dal più grande impianto di autodemolizione di Roma. Ma facciamo un passo indietro. Il luogo del “misfatto” è la valle della Caffarella, una distesa di circa 190 ettari sull’Appia antica conosciuta per le sue numerose manifestazioni sorgentizie (la più famosa è il fiume Almone). La valle è, dunque, ricca d’acqua, anche grazie alla permeabilità dei terreni vulcanici che conferiscono alle sorgenti caratteristiche medio-minerali. Questo ha contribuito al successo dell’Acqua Egeria che, però, non è l’unica falda acquifera della zona.

CITTADINI CONTRO LADY FERRO

In questa valle, proprio a ridosso del fiume più importante, sorgono – a poca distanza l’una dall’altra – lo sfasciacarrozze più grande di Roma – di proprietà di Cinzia Pignani, la Lady Ferro di Dmax – e la società che gestisce la fonte e imbottiglia l’acqua Egeria, un centinaio di dipendenti e 11 milioni di euro di fatturato annuo.

Dal 2009, anno in cui si incendiarono i due rottamatori di quella zona, i comitati cittadini portano avanti una vera e propria offensiva contro questi impianti, in primis quello di Lady Ferro, accusati di provocare numerosi danni ambientali. Sotto accusa sono, da un lato, i rottami delle auto che tenuti all’aperto sprigionano polveri pesanti che rimangono a bassa quota e vengono respirate dai cittadini; dall’altro i rifiuti liquidi (olii di lubrificazione esausti, alcoli di raffreddamento dei motori, morchie) che, finendo direttamente sul terreno, rischiano di contaminare il suolo e le falde acquifere di una delle fonti più importanti di Roma.

“FUORI DAL CENTRO ABITATO”

I comitati cittadini chiedono da anni il trasferimento dell’attività lontano dal centro abitato ma l’iter è complicato perché coinvolge due differenti circoscrizioni (il settimo e l’ottavo municipio) i cui presidenti temporeggiano supportati dall’inerzia dell’amministrazione centrale. Sulla carta l’impianto ha le ore contate dal momento che la delibera 181/2014 fissa alla fine di quest’anno il temine ultimo per lo spostamento dell’attività. L’auspicio dei comitati cittadini, e non solo, è che l’amministrazione capitolina non autorizzi una nuova proroga.

INTERVIENE LA PROCURA

Nel frattempo, però, lo sfasciacarrozze di Lady Ferro è finito nel mirino della procura della Repubblica di Roma. Così, pochi giorni fa, gli uomini del gruppo Sicurezza Pubblica Emergenziale si sono presentati all’impianto e hanno sequestrato tutto perché – secondo la procura – lo smaltimento degli oli esausti e degli altri rifiuti da rottamazione non avviene nel pieno rispetto delle regole. Non solo. Sempre secondo la procura quegli sversamenti avrebbero potuto contaminare anche le falde della zona. A verificare questa ipotesi ci penseranno i risultati delle analisi dell’Arpa che hanno proceduto ai campionamenti del terreno e delle acque delle falde acquifere, compresa quella dell’Egeria che è entrata così in questa vicenda pur essendo geograficamente lontana dallo sfasciacarrozze incriminato.

EGERIA “L’ACQUA È PURA”

Nel frattempo il presidente della società Acqua Santa di Roma srl, Enrico Mari, si è affrettato a smentire tutto e attende sereno l’esito delle analisi che ha commissionato – per conto suo – all’università La Sapienza: “La nostra falda è composta materiali lavici, come basalto e pozzolana, che hanno la funzione di filtri naturali e sono impermeabili agli agenti esterni. Questo è anche uno dei motivi per cui l’acqua Egeria sgorga pulita nonostante sia collocata praticamente all’interno del tessuto cittadino”. Infine rassicura i consumatori sulla qualità dell’acqua: “Ogni giorno i nostri laboratori svolgono analisi sia batteriologiche sia chimiche. Sia dell’acqua alla fonte, sia di quella imbottigliata per escludere problemi alla tubazione. Se l’acqua fosse inquinata saremmo i primi a saperlo” conclude Mari.

 

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Valentina Corvino

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