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Liscia gassata o… Come scegliere la minerale

C’è chi la sceglie su sollecitazione degli spot pubblicitari, chi è attratto dalla forma della bottiglia (e dalle dimensioni, più o meno adatte agli scaffali della cucina), chi invece apprezza la consistenza, più o meno frizzante, o il sapore. Non sono molti, però, i consumatori che decidono quale acqua minerale acquistare in base alle sue caratteristiche salutistiche, difficilmente desumibili per i non esperti dalle informazioni riportate nell’etichetta.
Oltre l’effervescenza, chi sa valutare cosa significa bere sempre un’acqua calcica, magnesiaca, solfata, sodica, vale a dire particolarmente ricca di un minerale? In linea di massima, sembra proprio che le virtù delle acque siano meno note degli spot che le pubblicizzano.
Premesso che consigliare un tipo di acqua a fini curativi o preventivi di certe patologie è compito esclusivo dei medici, ecco qualche indicazione per imparare a decifrare il significato dei valori relativi alle sostanze disciolte nell’acqua.

OLIGOMINERALE PER TUTTI I GIORNI
Il residuo fisso è un dato molto rappresentativo: indica la qualità di sali disciolti in acqua. La maggior parte delle acque in commercio, circa il 60%, appartiene alla categoria delle oligominerali, acque che sgorgano nella maggioranza dei casi dalle rocce. Presentano un residuo fisso tra 50 e 500 milligrammi per litro, e hanno un contenuto salino modesto. Non hanno particolari qualità e nello stesso tempo non hanno grosse controindicazioni, sono acque che possono essere bevute da tutti.

LE “ESTREME” PER CHI NON SUDA… O SUDA TROPPO
Poi ci sono le acque che gli addetti ai lavori chiamano “estreme”. Le più povere e quelle molto ricche, o con una folta presenza di ioni. Le prime, le minimamente mineralizzate, hanno un residuo fisso bassissimo, sotto 50 mg/l. Non sono certo le più adatte se si suda molto, come in estate, o se si fa sport. Se dopo avere fatto attività fisica si beve un’acqua di questo tipo, ci si rende conto che si fa fatica a dissetarsi, perché l’organismo, pur avendo l’acqua, non riceve i sali che ha perso durante l’attività

Al contrario, le acque con un contenuto di sali sopra i 500 mg/l sono piene di sali. Sono  indicatissime in caso di sport o intensa sudorazione, proprio per il loro contenuto di sali. E per gli ipertesi?
La premessa è che bisogna dare a tutto il suo  peso, e, quanto a contenuto di sodio, l’acqua è molto meno determinante nella dieta, rispetto agli alimenti. Chi acquista acqua iposodica e pensa di poter mangiare un panino con il salame, dunque, si illude. Il rapporto di sodio tra l’acqua e un salume è di uno a cento. In ogni caso, se un iperteso beve più di una bottiglia d’acqua al giorno con un alto residuo fisso e tanto sodio, la quantità inizia a essere confrontabile con quella di alcuni alimenti, e bisogna stare più attenti.

E PER I BAMBINI?
Un tempo si consigliavano le acque più ricche, per favorire lo sviluppo dei bambini, ma le cose sono cambiate. I formulati per neonati sono molto ricchi, perciò, per non appesantire troppo l’alimentazione dei bambini, oggi si preferiscono le acque più leggere.
Fondamentale è scegliere un’acqua a bassissima concentrazione di nitrati, ben sotto il limite che la legge fissa per l’infanzia pari a 10 mg/l. Peccato che, a meno di essere mamme molto informate o esperte di nitrati, è impossibile sapere che queste bottiglie sono da tenere lontane dai bicchieri dei  figli: le etichette non danno alcuna indicazione a riguardo, né la legge glielo impone.
Vista la pericolosità dei nitrati che nei bambini possono causare la mataemoglobinemia (una patologia che rende scarso il trasporto di ossigeno nel sangue), seguendo il principio di precauzione sarebbe sempre bene mantenersi sotto i 5 mg/l. Questo era il valore guida per l’infanzia fissato in un vecchio decreto sulle acque potabili (236/88).

GLI ALTRI INDICATORI IN ETICHETTA
Solfati. Utili per la digestione, in quantità troppo alta possono procurare irritazioni intestinali. Tenete conto che il valore guida per le acque di rubinetto (quello ideale per il consumo di tutti i giorni) è di 25 mg/l. Le acque con un alto tenore solforico abbinato a una forte presenza di magnesio hanno un effetto lassativo e possono interferire con l’assorbimento del calcio.
Sodio. Gli ipertesi che seguono una dieta povera di sodio non possono bere la prima acqua minerale che capita: devono invece avere cura di scegliere acque con valori inferiori ai 20 mg/l (il valore guida per le potabili).
Calcio e magnesio. Sono due elementi utili soprattutto nella fase della crescita, ma possono essere controindicati in certi casi. In particolare, le acque con alta concentrazione di calcio sono inadatte per diluire il latte dei neonati (già ricco di questo minerale). Contrariamente a quanto si pensa, però, nei soggetti non predisposti non c’è correlazione tra l’assunzione di calcio e l’insorgenza di calcoli. Dal punto di vista salutare invece, il calcio ha effetti molto benefici: aiuta a prevenire l’osteoporosi, è utile in gravidanza e in età avanzata.
Fluoro. In basse concentrazioni ha un effetto benefico per la salute delle ossa e dei denti. Se troppo, però, può dare risultati contrari, indebolire i denti danneggiandone lo smalto.
Scadenza. Oltre a verificare l’integrità del contenitore, è buona abitudine dare un’occhiata alla scadenza impressa sull’etichetta soprattutto per evitare che il contatto tra i contenitori in plastica e la bevanda sia tanto prolungato da favorire la migrazione nell’acqua di sostanze tossiche. L’accortezza è quasi d’obbligo quando si acquista in piccoli punti vendita di località di villeggiatura, che non vendono per buona parte dell’anno.

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Riccardo Quintili

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