genitori&figli

Come aiutarlo a dire addio al pannolino

I forzati del “vasino”. In questi giorni estivi, sono molti i genitori che tentano di far abbandonare al proprio figlio il pannolino. Ma qual è l’età giusta – semmai ne dovesse esistere una – per convincere il bambino nel minor tempo possibile e senza traumi?

Le scuole sono diverse, ma un po’ di buon senso tra la tendenza statunitense che propone la rinuncia al pannolino già dalle prime settimane di vita e quella che lascia anni di tempo al piccolo, potrebbe aiutare.
Partiamo da una constatazione: per riuscire a controllare i propri bisogni e poi comunicarli, i bambini devono aver raggiunto un certo sviluppo fisiologico. Altrimenti il rischio che si corre è che questa pratica possa indurre la mamma più al controllo sul figlio che a una relazione più forte con lui. Abbandonare precocemente il pannolino, ripetono i pediatri, sembra dunque un metodo inutile e pericoloso per il benessere di entrambi. E suggeriscono di non demonizzare il pannolino, dato che è anche una modalità per contenere il bambino: fasciarlo rappresenta una forma di contenimento corporeo e mentale. Il momento della popò, ripetono gli esperti, è fondamentale per la costruzione del sé. È importante anche come terreno di conflitto e resta uno dei canali in cui genitori e figli hanno la possibilità di crescere nella relazione.

E SE IL BAMBINO RIMANDA?

Ci sono bambini che evacuano solo quando la mamma gli mette il pannolino anche se hanno 3 o 4 anni. E la stipsi è sicuramente un sintomo di disagio. Il piccolo probabilmente ha bisogno di sentirsi contenuto, ha paura di perdere una parte di sé attraverso le feci, ma non bisogna preoccuparsi, perché spesso sono situazioni comuni e di passaggio.

IL MOMENTO GIUSTO

Il momento che pediatri e psicologi consigliano è quello che va dai 18 mesi in su, cioè quando il bimbo sta bene seduto, si alza in piedi e comincia a esplorare il proprio corpo. A quest’età farlo riflettere su cosa significa evacuare e cosa si è evacuato ha un senso. Prima il bambino è troppo piccolo e non riesce a mentalizzare queste esperienze.
Ovviamente nella scelta del periodo giusto pesano aspetti stagionali; tanto per fare un esempio, se il bimbo ha un anno e mezzo in coincidenza con l’estate è più facile per i genitori liberarlo dal pannolino. Altrimenti si aspetta l’estate successiva.

COME AIUTARLO

La cosa migliore è cogliere i momenti più adatti per proporre il vasino o il riduttore del water, cercando la sintonia con le risposte del bambino. Per il piccolo deve essere un’occasione piacevole e tranquilla. Quando diventa più curioso della pipì e della popò, comincia a parlarne, si sperimenta. Capire il momento in cui è pronto, allora, è più facile. Per esempio, dopo la colazione, quando il bambino sta tranquillo a giocare, si può cominciare a offrire il vasino, magari con un libretto. L’esperimento si può ripetere più volte al giorno.
Il ruolo dei genitori, in ogni caso, deve essere di incoraggiamento, mai di punizione. Far sentire in colpa il piccolo perché non è arrivato al vasino è un errore che può allungare il momento di passaggio, farlo regredire. Meglio elogiarlo per i suoi successi.

Previous post

Stop ai test sugli animali per produrre i detersivi

Next post

Come funziona la mediazione familiare

The Author

Anna Gabriela Pulce

Anna Gabriela Pulce