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Banca d’Italia conferma: stop anatocismo

Banca d’Italia batte un colpo contro l’anatocismo eliminando dai nuovi nei nuovi contratti di conto corrente ogni riferimento alla capitalizzazione degli interessi. Una vittoria per la campagna promossa dal Movimento consumatori che, dopo aver fatto condannare sette banche, incassa anche la decisione dell’istituto di vigilanza di vietare di fatto l’applicazione del tasso passivo anche agli interessi già maturati.

“Le modifiche apportate dalla Banca d’Italia – spiega Paolo Fiorio, coordinatore dell’Osservatorio credito e risparmio dell’associazione – confermano l’interpretazione della norma che il Movimento consumatori sta portando avanti in molti tribunali d’Italia: dal 1° gennaio 2014 è vietata ogni forma di anatocismo e di capitalizzazione degli interessi”.
La legge Finanziaria 2014, entrata in vigore il primo gennaio 2014, ha riformato l’articolo 120 del Tub che da allora prevede, come spiegano dall’associazione, che “gli interessi scaduti non possono più produrre nuovi interessi e che devono essere conteggiati solo sul capitale”.

La svolta di via Nazionale

Chi continua ad applicare il tasso di interesse oltre che al capitale anche agli interessi già maturati continua a praticare l’anatocismo. Un modus operandi bocciato da ben sette pronunciamenti giudiziari contro altrettanti istituti (UniCredit, Intesa San Paolo, Deutsche Bank, Ing Bank, Banca popolare di Milano, Banca regionale europea, Banca Sella) e ora messo in discussione dalla stessa Banca d’Italia.

Sul sito di via Nazionale è stato pubblicato il provvedimento che modifica le disposizioni in materia di “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari; correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti”. Il nuovo provvedimento dell’autorità di vigilanza elimina ogni riferimento alla capitalizzazione degli interessi anche nei modelli dei fogli informativi dei contratti di conto corrente a partire dal primo ottobre. “Ogni riferimento alla vecchia delibera del Cicr dell’8 febbraio 2000 – spiega l’avvocato Fiorio – che regolava l’anatocismo è stato cancellato”.

“Prendiamo atto dell’importante decisione della Banca d’Italia – afferma Alessandro Mostaccio, segretario generale del Movimento consumatori – e invitiamo l’istituto a dare seguito all’esposto inviato un mese fa, con cui chiedevamo di inibire definitivamente l’anatocismo e ordinare a tutti gli intermediari vigilati di provvedere all’immediata restituzione di tutti gli interessi anatocistici corrisposti dalla clientela dal 1° gennaio 2014”.

I moduli per il rimborso

La decisione di BankItalia, pur non disponendo nulla rispetto al rimborso degli interessi illegittimi, potrebbe comunque pesare sulle richieste dei correntisti. Il Movimento consumatori ha messo a disposizione i moduli per istruire la pratica. Se si è correntisti di una delle sette banche “condannate”, precisano dall’associazione, e il proprio conto corrente dal 1° gennaio 2014 è andato in rosso oppure si è utilizzato il fido o lo scoperto di conto, si può chiedere alla banca la restituzione degli interessi anatocistici pagati fino a oggi. Il primo passo da compiere è quello di compilare il modulo di reclamo – il fac-simile è scaricabile dal sito dell’associazione – da inviare all’istituto di credito e per conoscenza al Movimento consumatori e alla Banca d’Italia. Una sorta di messa in mora della banca che preannuncia, nel caso in cui non avvenga il risarcimento, l’azione giudiziaria da parte dell’utente che potrà contare sull’assistenza del Movimento consumatori.

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enrico cinotti

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