Cosa fare per

In vacanza ma senza dimenticare le piante

Il dilemma è un classico della stagione: come organizzarsi per andare in vacanza senza lasciar morire le nostre adorate piante?
Per chi ha la fortuna di avere un giardino, sono disponibili irrigatori rotanti, a impatto oppure oscillanti adattabili a ogni esigenza. Un’indagine meteorologica preventiva ci aiuterà a calibrare l’entità dell’annaffiatura.

Le cose si complicano se abitiamo in un appartamento. Potendo, traslochiamo le piante in terrazzo (ideale se esposto a nord), dove mediamente sarà necessaria un’irrigazione giornaliera d’acqua pari a circa 1/3 del volume di ciascun vaso, e attrezziamolo con un impianto automatizzato: poco costoso, facile da montare e durevole nel tempo consente, grazie alla vasta gamma di gocciolatori in commercio, di dosare il giusto apporto idrico per ogni pianta.
Dentro casa c’è l’imbarazzo della scelta, dal fai-da-te a costo zero della bottiglia di plastica inserita a testa in giù nel vaso (dopo aver praticato un foro nel tappo ben chiuso, la riempiamo d’acqua e la infiliamo ben salda nella terra) ai flaconi di gel che rilasciano acqua, all’acqua complessata (con cellulosa) anche in perle, ai dischi in fibra assorbente. Durano almeno 2 settimane, si acquistano nei vivai, nei negozi per giardinaggio, on line.

E i bonsai? D’estate, anche per le esigue dimensioni del vaso che li ospita, i bonsai hanno bisogno di attenzioni costanti, specie per le irrigazioni e la concimazione.  Contro la disidratazione è bene proteggere le radici coprendole con uno strato di akadama, lo speciale terriccio per bonsai che è anche indicatore del grado di umidità: se è marrone scuro, vuol dire che il terriccio sottostante è umido; se è chiaro, che è asciutto. È indispensabile bagnare una volta al giorno, al mattino, quando l’aria è ancora fresca. Se si utilizza un impianto di irrigazione teniamo conto che di regola, per vasi di 10-15 cm di diametro, occorre mezzo litro di acqua, per vasi da 25-30 cm anche due litri e l’acqua deve gocciolare acqua poca alla volta, per impregnare gradualmente tutti gli strati di terriccio: quello superficiale, l’intermedio e, infine, quello profondo.
Prima di partire, poi, la cosa migliore è utilizzare un concime organico solido per bonsai da esterno (hanagokoro) a lenta cessione che nutre e migliora la struttura del terreno per 3-5 settimane. Si presenta in grossi granuli e basta appoggiarne sulla superficie da 6 a 8. Se si cerca la perfezione, per evitare che i granuli si spostino durante le innaffiature si coprono con le speciali gabbiette traforate dotate di dentelli che si fissano sul terriccio.

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Paolo Moretti

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