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Come rendere la vita difficile ai topi d’appartamento

Inizia in questi giorni l’alta stagione per i ladri, per quanto, e i dati lo confermano, oramai sembrano non fare più distinzione tra le stagioni: ogni momento dell’anno è buono per mettere a segno un furto e se l’attenzione cala è quello per loro il momento più propizio per agire.
Ecco perché non bisogna mai abbassare la guardia e badare a non trascurare tutti gli indizi, anche i più banali, che possono lasciare intuire una nostra assenza, anche non prolungata. “I ladri tendono a evitare qualsiasi tipo di contatto con gli abitanti delle abitazioni prese di mira, motivo per cui scelgono appartamenti che sanno essere disabitati”, spiegava in un’inchiesta pubblicata sul Salvagente Marco Dugato, ricercatore e docente del centro di criminologia Transcrime, un organismo interuniversitario specializzato della Cattolica di Milano e dell’Università di Trento. È con lui che abbiamo cercato di dare un “volto” al ladro-tipo: “Attualmente gli autori di reati sono diversi. Negli ultimi anni è aumentata la presenza di bande specializzate, tuttavia non sono le sole ad agire negli appartamenti dove operano sempre più spesso ladri meno organizzati, ma non certo improvvisati, che in pochi minuti entrano in casa alla ricerca di soldi contanti e gioielli, facilmente smerciabili anche in mancanza di una rete strutturata di ricettazione, e scappano via”.
“Difficile anche tracciare un identikit della vittima nel senso che – spiega Dugato – non è vero a prescindere che entrare in una villetta sia più semplice che in un appartamento. Quel che noi sappiamo con certezza, però, è che esiste un effetto contagio: può capitare, cioè, di assistere a una serie di furti ravvicinati nello stesso condominio, ad esempio, nel giro di qualche giorno facilitati dall’aver capito il metodo per eludere i sistemi di sicurezza”.

I SEGNALI
A cosa prestare attenzione? Innanzitutto ai segnali che parlano della nostra assenza. Cassetta della posta piena di corrispondenza, piante sistemate tutte sul pianerottolo davanti alla porta di ingresso e lo zerbino non posizionato correttamente possono essere letti come sintomi di un nostro allontanamento dall’abitazione: in tutti e tre i casi possono tornare utili i buoni rapporti di vicinato e incaricare una persona di fiducia di svuotare regolarmente la cassetta della posta, annaffiare le piante e rimettere a posto lo zerbino. Per simulare la nostra presenza, poi, possiamo adottare l’accorgimento di lasciare accesa la luce, o una radio, che possano indurre a pensare possibile la presenza di persone in casa.
Occhio, poi, alle finestre che vanno sempre tenute ben chiuse e mai a basculante, soprattutto se non si hanno grate di ferro o tapparelle metalliche con bloccaggi. Una pianta rampicante che abbellisce il palazzo (tipo l’edera o la bouganville), un tubo di scarico o quello del gas sono i nuovi nemici della sicurezza delle nostre case: i piccoli – di età e di statura – ladri acrobati sono in agguato. La loro tecnica è oramai nota: utilizzano corde da arrampicata e si servono della pianta o del tubo per entrare nelle case (anche quelle ai piani più alti), passando dalle finestre.

ACQUA IN BOCCA
Altra regola d’oro è la discrezione: un’altra abilità che contraddistingue i malviventi dediti ai furti in abitazione è, infatti, quella di carpire notizie sulla composizione delle famiglie, le loro abitudini di vita, gli orari, le loro condizioni economiche, e quant’altro possa interessare. Una buona norma è quindi quella di mantenere – e far mantenere a tutti i componenti della famiglia, compresi i ragazzi – un adeguato riserbo su queste notizie, evitando di lasciarsi andare a confidenze al di fuori del ristretto cerchio delle persone di massima fiducia.
Infine, attenzione ai nascondigli scelti per soldi e preziosi: i primi posti che i ladri esaminano all’interno di una casa per cercare refurtiva sono solitamente gli armadi, i cassetti, i vestiti, l’interno dei vasi, lo spazio dietro i quadri o sotto letti e tappeti. Si tratta quindi di nascondigli da non utilizzare.
Per limitare i danni due gli accorgimenti: tenere sempre, in luogo sicuro, un inventario aggiornato dei documenti importanti e dei beni di valore, con descrizione degli oggetti preziosi o comunque appetibili per i ladri e, quando possibile, fare subito denuncia, orale o scritta, del furto subìto, presso la forza pubblica (questura, commissariato di pubblica sicurezza, compagnia o stazione dei carabinieri ecc.), specificando in apposito elenco tutti i beni e i documenti sottratti.

LE DIFESE

Per ridurre l’incidenza del rischio di furti alle abitazioni non è sufficiente, anche se è comunque indispensabile, assicurarsi, uscendo e rientrando, che la porta di casa e il portone del palazzo restino ben chiusi. È possibile ricorrere ad alcuni strumenti, più o meno sofisticati e più o meno impegnativi economicamente.

Grate, tapparelle metalliche con bloccaggi o vetri antisfondamento alle finestre, porte blindate, nuove e più sofisticate serrature, lucchetti e catenacci alle porte, allarmi e telecamere sono ottimi alleati per rendere la casa più sicura.
Quanto alla efficacia di impianti di allarme e nuove serrature, interventi che possono essere anche programmati last minute senza spese eccessive, c’è da dire che, in via generale, non sono una garanzia: “I ladri sono costantemente informati sugli ultimi ritrovati della tecnologia”, sottolineava al Salvagente Marco Dugato, “tuttavia questi strumenti possono costituire un valido deterrente: un ladro, anche specializzato, preferirà sempre agire in un appartamento che non mostra una sirena sul balcone oppure con una serratura più semplice da manomettere”.
In ogni caso, la disattivazione degli impianti di allarme richiede una perizia particolare. Inoltre, se l’impianto è collegato con le centrali operative della forze di polizia, ed è sempre più frequente, questo consente di ridurre drasticamente il tempo che ha a disposizione l’intruso per realizzare o portare a compimento il colpo.
La serratura a cilindro europeo, con chiave punzonata, infine, offre maggiori garanzie rispetto alla doppia mappa (con chiave lunga): la sicurezza è rappresentata dal numero di combinazioni possibili per un determinato tipo di chiave, i livelli sono 6, il grado più basso è pari a 100 combinazioni, il più alto, il grado 6 è pari a 100.000 combinazioni.

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Valentina Corvino

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