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Nuovo Isee: è caos. E per i genitori c’è poco tempo

L’estate oltre ad essere tempo di vacanze è anche e soprattutto tempo di Isee, l’Indicatore della situazione economica equivalente utile per richiedere prestazioni sociali agevolate o anche solo per determinare la retta degli asili nido o del servizio mensa per la scuola primaria. Dal 1° gennaio di quest’anno, le regole sono cambiate e a rimetterci sono stati tutti i contribuenti – non solo i furbi – che devono fare i conti con una dichiarazione più complessa che ha allungato anche i tempi per ottenere materialmente il documento da presentare, poi, ai vari enti, (scuole, università, Comuni e via dicendo) che lo richiedono.

CAOS A ROMA

Si sa che ogni novità ha bisogno di tempo e pubblicizzazione per essere digerita e nel caso del nuovo Isee c’è ancora tanta incertezza. A complicare ulteriormente la faccenda ci sono le delibere dei Comuni che fissano i criteri d’applicazione dell’indicatore. In questo periodo le famiglie fanno i conti con la presentazione dell’Isee per determinare la retta degli asili nido e la contribuzione del servizio di trasporto e refezione scolastica. Nella Capitale si è scelta la via del caos prevedendo scadenze e modalità di presentazione diverse a seconda della prestazione. Entro il 31 luglio va presentata – presso gli uffici del Municipio di appartenenza – la dichiarazione per individuare la tariffa degli asili nido: ovviamente vanno conteggiati i tempi per reperire la documentazione e i dieci giorni di cui ha bisogno l’Inps per rilasciare l’indicatore.

Hanno tempo fino al 30 settembre, invece, i genitori di bambini che frequentano la scuola primaria. In questo caso l’Isee – utile per determinare il costo del trasporto o della refezione – va presentato online dal sito del comune di Roma: anche in questo caso bisogna tener presente i tempi “tecnici” per l’emissione della Dsu e quelli per ottenere il pin per l’accesso ai servizi online del comune. Dopo aver compilato il modulo di adesione ai servizi online, bisogna firmare ed inviare un contratto per “l’identificazione del cittadino e l’accesso ai servizi erogati tramite il portale”: solo dopo le necessarie verifiche, il Comune invierà una parte di pin via mail e un’altra via posta. I tempi? Sconosciuti, ma vale la pena affrettarsi.

LE NOVITA’ 2015

Molte le novità del nuovo indicatore. In sostanza, il nuovo modello contiene una più ampia classificazione dei redditi della famiglia e dà maggior peso a indicatori quali il numero di componenti del nucleo familiare e l’esistenza di figli disabili e uno spazio sempre più ridotto alle autocertificazioni, in modo da mettere dei paletti ai cosiddetti “furbetti”.

Le informazioni contenute nella Dsu, infatti, sono in parte autodichiarate (ad esempio informazioni anagrafiche, dati sulla presenza di persone con disabilità) ed in parte acquisite direttamente dagli archivi amministrativi dell’Agenzia delle entrate (ad esempio reddito complessivo ai fini Irpef) e dell’Inps (trattamenti assistenziali, previdenziali ed indennitari erogati dall’Inps).

Inoltre, proprio al fine di rendere più equa la ripartizione delle spese per i servizi, da quest’anno non vi è più un unico indicatore standard ma, oltre a quello ordinario, hanno fatto la loro comparsa Isee specifici a seconda della prestazione che si vuole ottenere: per l’accesso alle prestazioni per il diritto allo studio universitario (Isee università); per l’accesso alle prestazioni sociosanitarie (Isee sociosanitario); per l’accesso alle prestazioni residenziali (Isee Sociosanitario-Residenze) e per le prestazioni agevolate rivolte ai minorenni che siano figli di genitori non coniugati tra loro e non conviventi (Isee Minorenni con genitori non coniugati tra loro e non conviventi).

I DOCUMENTI DA PRESENTARE

Tra le novità dell’edizione 2015 anche quelle relative ai documenti da presentare (ai centri di assistenza fiscale o online attraverso il sito internet di Inps) per ottenere la dichiarazione. A partire dalla situazione reddituale a cui la dichiarazione si riferisce che deve essere quella del secondo anno solare precedente la dichiarazione (per l’Isee 2015 bisogna prendere a riferimento i redditi 2013). Per venire incontro a chi ha visto modificare sostanziosamente la propria situazione reddituale nel corso dell’ultimo anno, c’è la possibilità di richiedere l’Isee corrente, ovvero un aggiornamento della dichiarazione alla situazione corrente. Questo consente di calcolare un Isee corrente basato sui redditi degli ultimi 12 mesi ma anche solo degli ultimi 2 mesi. Ovviamente, per poter usufruire di questa opportunità occorre che si siano verificati degli eventi particolari come il licenziamento, la cassa integrazione o la disoccupazione. (Maggiori informazioni su come richiedere l’Isee corrente le trovate a questo link ) .

La lista dei documenti da presentare quest’anno è quanto mai lunga: si va dagli estratti conto bancari (giacenza annua al 31 dicembre e giacenza media), agli assegni di mantenimento, al patrimonio immobiliare, passando per gli estremi delle autovetture (sul sito caf Cisl l’elenco completo dei documenti )

I CONTROLLI E LA CONVALIDA DELL’INPS

A partire da quest’anno, il modulo che il contribuente compila con i suoi dati viene validato dall’Inps che in 10 giorni lavorativi verifica la veridicità dei dati (incrociando i dati con quelli contenuti nell’anagrafe tributario) e rilascia la certificazione.

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Valentina Corvino

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