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Bollette, Enel condannata: “Non si può applicare l’Iva sulle accise “

La questione è annosa: è giusto che sulle nostre bollette l’Iva venga applicata anche sulle accise, cioè che paghiamo una tassa su una tassa? Ora dal giudice di pace di Venezia è arrivata una risposta: no, non è legale e i soldi in più che i fornitori di gas e luce hanno addebitato in più vanno restituiti ai consumatori.

L’Enel condannata

Il giudice ha accolto il ricorso contro Enel  promosso da un utente veneziano. Per l’Iva indebitamente calcolata su 8 fatture del gas e 12 dell’elettricità, l’azienda dovrà restituire al cliente 103,78 euro, più interessi e spese. Il decreto ingiuntivo è diventato esecutivo, visto che l’Enel non ha fatto opposizione. E, quel che ci interessa di più, l’utente sarà rimborsato – si legge nella sentenza – perché come stabilito dalla Cassazione salvo deroga esplicita, un’imposta non costituisce mai base imponibile per un’altra.

La decisione del giudice di pace di Venezia si colloca sulla scia di quanto stabilito da varie sentenze sull’illegittimità dell’Iva sulla vecchia Tia (la Tariffa-tassa di igiene ambientale), una battaglia vinta in parte dai consumatori, visto che la nuova Tari non prevede più il pagamento dell’Imposta sul valore aggiunto.

La via del ricorso

Ma quali saranno ora gli effetti di questa sentenza? Enrico Cornelio è l’avvocato che ha assistito l’utente nel ricorso contro l’Enel: “A contestare l’Iva sull’accisa dovrebbero essere gli stessi venditori e in quel caso la questione sarebbe competenza delle Commissioni tributarie. Però evidentemente non hanno interesse a farlo, anche perché possono riversarla sui consumatori finali”. L’azienda da noi interpellata, non ha voluto commentare.

Se i consumatori vogliono essere rimborsati devono muoversi giudiziariamente e, dal momento in cui la controversia è tra chi emette la fattura e chi la riceve, è competente il giudice ordinario, o come nel caso in questione, il giudice di pace, dato l’importo inferiore ai 5mila euro. “La decisione del giudice di pace di Venezia vale come precedente – ci spiega l’avvocato – sia per i giudici di pace che per gli altri tribunali ordinari, che potranno emettere sentenze basandosi sull’interpretazione data in questo ricorso, se la condivideranno”.

Insomma, ora ci sono più chance per essere rimborsati. Si tratta però di imbarcarsi in un ricorso per rinvendicare cifre relativamente basse: nel caso citato, per avere un rimborso di poco più di 100 euro l’utente ha dovuto attendere 5 mesi.

Tutto sarebbe più semplice se i consumatori potessero fare una class action. Perché ciò accada però deve prima essere approvato in maniera definitiva il testo che estende la possibilità di un’azione di classe dal codice dei consumatori al codice di procedura civile, testo uscito dalla Camera il 3 giugno e attualmente all’esame del Senato.

Federconsumatori: “Faremo ricorsi collettivi”

“Questa questione potrebbe essere il banco di prova per la nuova class action”, commenta Mauro Zanini di Federconsumatori, associazione che da sempre si batte contro l’illegittima pretesa dell’Iva sulle accise. “Dobbiamo ancora consultarci con i nostri legali per la strategia da seguire dopo questa sentenza – ci spiega – ma di sicuro l’ingiunzione del giudice di pace di Venezia ci spinge a rilanciare con forza la nostra campagna”.

Intanto, stima la Federconsumatori, per una famiglia media, con un consumo di 1.400 metri cubi di gas, se l’Iva non venisse applicata su tali imposte, si avrebbe un minor esborso tra i 50 e i 75 euro annui sulla bolletta.

Intanto molto probabilmente, ci anticipa Zanini, l’associazione riunirà più consumatori fino all’importo complessivo di rimborso per il quale si può ricorrere al giudice di pace: come detto 5.000 euro. Ad esempio si potranno aggregare 50 utenti che chiedono ognuno la restituzione di 100 euro. “Anche sugli oneri di sistema, la componente parafiscale della bolletta che copre vari costi tra cui gli incentivi alle rinnovabili – aggiunge Zanini – probabilmente non è giusto che si paghino le accise”.

E sul fronte benzina e gasolio? Anche lì si paga l’Iva anche sulle accise, che sono tra l’altro particolarmente pesanti in proporzione. “In quel caso è più difficile rivalersi sul venditore – spiega l’avvocato Cornelio – perché a differenza del gas e della luce non si ha una fattura da produrre per dimostrare quanto si è comprato e da chi”.

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Giulio Meneghello

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