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Immersioni in sicurezza, come scegliere il corso giusto

Tra una tintarella e una nuotata, nelle nostre vacanze potrebbe esserci spazio per il diving, l’immersione subacquea. Chi non ha sognato, almeno una volta, di scoprire i fondali marini, nuotare tra pesci di tutti i colori, ammirare i coralli lì dove offrono il loro meraviglioso spettacolo? Che siano vacanze esotiche o ferie nostrane, ogni angolo di mare ha le sue bellezze da mostrare. E scuole e istruttori pronti a insegnare i rudimenti necessari ai neofiti della subacquea ricreativa.
L’importante è essere in buona forma fisica e saper nuotare con sicurezza. E anche se in Italia non c’è obbligo di avere un brevetto, è certo consigliabile frequentare corsi appositi per imparare teoria e tecnica per immersioni sicure.

La scuola
Il primo passo per avvicinarsi al mondo delle immersioni senza rischi è, dunque, quello di scegliere una scuola (e istruttori) di qualità e con un programma ben definito (ore di lezione, numero di immersioni).
È bene diffidare, dunque, di centri non affiliati alle federazioni e associazioni nazionali e internazionali più importanti (come Fias, Fipsas e Padi, che assicurano alti standard di formazione).
Qualche dubbio deve sorgere anche se, all’atto dell’iscrizione, non sono richiesti la visita medica (anche di un otorino che controlla i timpani) o il certificato valido che attestano la nostra buona salute. Infine, occhio alle attrezzature che la scuola noleggia: bombole, erogatori, giubbetti idrostatici e mute devono essere perfettamente funzionanti, efficienti e in buono stato, altrimenti si corre più di qualche rischio.

I corsi di diving sono per tutti i livelli, principianti e non, e rilasciano brevetti riconosciuti a livello internazionale. In pochi giorni si acquisiscono nozioni teoriche e si fa pratica, prima in piscina poi in acque libere. Ma per essere sicuri di essere nel posto “giusto” è bene verificare alcune cose.

L’istruttore
Innanzitutto deve essere qualificato, ovvero in possesso dei brevetti avanzati, come quelli di salvamento e di guida subacquea, meglio ancora se uniti a un brevetto di specialità per immersioni particolari (grotte e immersioni notturne, per esempio). E poi paziente e chiaro nelle spiegazioni, e in grado di farci divertire senza però sminuire i rischi di questa attività.

Le attrezzature
La scuola deve disporre di un’ampia scelta di attrezzatura da sub, di buona qualità e in piena efficienza. Di solito tutto è compreso nel costo del corso e noleggiato per la sua durata. Ricordiamoci, però, che in genere maschera, boccaglio e pinne (spesso anche la muta) sono considerati personali e non saranno noleggiati.

La didattica
Quanto alla didattica, c’è il rischio di perdersi in un mare di sigle (Padi, Ssi, Nasds, Snsi, Pss, Nase, Naui, Cmas). Ma i metodi più diffusi sono quelli dell’agenzia americana Padi (Professional Association of diving instructors), la più grande al mondo con il maggior numero di subacquei iscritti e diving collegati, e dell’europea Cmas (Confédération mondiale des activités subaquatiques), riconosciuta dal Coni e cui sono affiliate la Fias (Federazione italiana attività subacquee), la Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee) e l’Anis (Associazione nazionale istruttori subacquei).
Detto questo, però, ricordiamoci ciò che conta davvero: un istruttore capace, aule grandi e attrezzate per la parte teorica e una piscina profonda 3-4 metri.

I prezzi
Un corso base di immersione turistica (o ricreativa) comprensivo di teoria, immersioni e brevetto costa intorno ai 300 euro. Cifre molto più alte quasi mai corrispondono a un’offerta migliore. In ogni caso, deve essere chiaro cosa è compreso e cosa no nel costo del corso: ad esempio, oltre alle lezioni e al materiale didattico, è ricompreso il costo per il noleggio dell’attrezzatura, l’ingresso in piscina, il passaggio barca per le immersioni in mare, o eventuali costi assicurativi o di associazione alla scuola?

Il brevetto finale
Il corso di primo livello (come l’Open Water Diver) abilita a scendere fino ai 18 metri di profondità insieme ad un parigrado (quindi un altro brevettato Open Water Diver o superiore).
Lo Scuba Diver è anch’esso un vero e proprio brevetto subacqueo (si consegue con un corso rapido, anche di appena tre giorni) ma abilita a scendere fino alla profondità massima di 12 metri e occorre essere sempre accompagnati in immersione da un dive professional.
Attenzione, però: anche con il brevetto in tasca, non dimentichiamo di seguire le regole di normale prudenza che ci impongono di controllare la funzionalità dell’attrezzatura, immergersi in compagnia, non superare la profondità cui ci abilita il brevetto. Inoltre, le norme che regolano le immersioni possono variare da una località all’altra, specialmente all’estero: bisogna conoscerle e rispettarle.

 

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carla tropia

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