genitori&figli

Dallo swap al baratto, come dribblare il caro-bebè

Quanto costa mantenere un figlio? Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Nazionale di Federconsumatori, da 6.809 euro a oltre 14.850 euro solo nel primo anno di vita, con un aumento medio rispettivamente dell’1% e del 3% rispetto al 2014. Le voci che più incidono sulla spesa totale sono: latte artificiale e pappe (da 1.650 a 3.681 euro), vestiti e calzature (da 1.035 a 2.825 euro) e visite mediche(da 787 a 1.798 euro). E ancora: pannolini (da 684 a 1.073 euro), farmaci (da 429 a 856 euro) e giocattoli (da 349 a 778 euro).

Cifre da capogiro, alle quali è necessario aggiungere i costi sostenuti durante la gravidanza per analisi, visite mediche ed ecografie (oltre 2.000 euro) e quelli per asilo nido (da 528 a 781 euro/mese) e baby sitter (da 9 a 12 euro/ora). Per fortuna risparmiare è possibile, soprattutto per quanto riguarda il corredino, i vestiti, gli accessori e i giocattoli. Sempre più genitori, infatti, hanno riscoperto la pratica del riciclo, del baratto e dello scambio e su internet – ma non solo – è tutto un fiorire di iniziative per andare in soccorso di mamme e papà alle prese con il caro-bèbè.

I LOVE SWAPPING

Parafrasando il famoso film “I love shopping”, ecco sbarcare direttamente dagli Usa una nuova moda: organizzare eventi in occasione dei quali barattare abiti ed accessori che giacciono ormai inutilizzati nel proprio armadio. L’arte dello swapping – dall’inglese “swap”, letteralmente “scambio” – ha ovviamente contagiato anche le mamme e online è tutto un fiorire di feste e party durante i quali è possibile barattare vestitini, scarpine, ma anche giocattoli, culle, carrozzine e lettini. Se volete conoscere date e luoghi di swap party specifici per mamme e bambini, vi basterà fare un giro su internet.

Un ottimo punto di partenza è lo Swap Club Italia, la prima social community dove scambiare e barattare online i propri oggetti usati, ma anche informarsi sugli swap party organizzati in tutta Italia. In alternativa potete digitare sui motori di ricerca le parole “swap boutique bambini” per trovare negozi specializzati nello scambio di vestitini ed altri oggetti per l’infanzia. È il caso della catena di negozi l’Armadio Verde, che consente ai genitori di scambiare gli abiti usati dei propri figli con altri di pari valore, senza sborsare un centesimo. Il funzionamento è semplice: per ogni abito consegnato presso il punto vendita – ma è anche possibile iscriversi e spedire la merce online – viene assegnato un valore in “stelline”, che permetterà ai genitori di effettuare il baratto.

FESTE DELLO SCAMBIO: I CONSIGLI PER IL FAI-DA-TE

E per i più intraprendenti che volessero cimentarsi nell’organizzazione di uno swap party? Ecco qualche utile consiglio: dopo aver deciso la data ed aver scelto un luogo adatto, basterà comunicare l’evento al maggior numero possibile di persone. Per il resto è opportuno disporre gli oggetti suddividendoli per tipologia o taglia – bastano delle scatole di cartone rovesciate – ed allestire una zona camerini – utilizzando un semplice lenzuolo – per le mamme che desiderano “provare” qualche abito premaman. Oltre al passaparola tra amiche, il modo migliore per pubblicizzare l’evento è quello di sfruttare i social network come Facebook o Twitter, precisando le regole dello swap.

“Solitamente – spiega Stefania Anderotti dell’associazione Le Swappite di Ferrara – si stabilisce un numero minimo di articoli che ciascun invitato può portare, puliti e in buono stato di conservazione. Per ogni oggetto gli organizzatori fissano un valore ed emettono un buono, così da permettere gli scambi. In caso di contesa si provvede ad una sorta di asta, al termine della quale l’articolo desiderato viene assegnato al miglior offerente. Al termine, i buoni non utilizzati vengono ritirati per poter essere scambiati in uno swap successivo, mentre gli oggetti non barattati vanno in beneficienza o sono donati a famiglie in difficoltà”.

BARATTARE ONLINE… ANCHE LE VACANZE!

Per chi non fosse interessato alle feste dello scambio o volesse barattare gli oggetti inutilizzati dei propri figli con articoli dello stesso tipo o di tipo diverso, esistono altre possibilità. Ad esempio su ZeroRelativo.it, primo portale in Italia ad occuparsi di baratto, basta iscriversi ed inserire gratuitamente – nella categoria Kindergarten & Bebè – l’annuncio dell’oggetto da scambiare precisando nel dettaglio cosa si desidera ricevere in cambio. In alternativa, c’è Reoose.com, eco-store del riutilizzo e del baratto asincrono, dove è possibile vendere virtualmente i propri articoli – anche in questo caso esiste la categoria bambini – e guadagnare crediti per acquistare altri oggetti. In caso di esubero di crediti, è sempre possibile effettuare delle donazioni ad una Onlus partner di Reoose. Da segnalare, infine, E-barty.it, social network che offre la possibilità di barattare oggetti raccontando nel contempo i propri hobby e le proprie passioni.

Da segnalare anche un’iniziativa di scambio davvero particolare. Si tratta della Settimana del baratto, in occasione della quale oltre 2.500 B&B affiliati al portale www.bed-and-breakfast.it offrono un soggiorno di uno o più giorni in cambio di beni o servizi. “L’iniziativa – spiega una delle organizzatrici, Lucia Nifosì – è ormai giunta alla settima edizione e si tiene ogni anno nella terza settimana di novembre, ma sono oltre 800 le strutture che consentono scambi anche durante il resto dell’anno. Nello specifico di famiglie con bambini, gli scambi offerti possono andare dalle giornate dedicate al truccabimbi agli spettacoli circensi, fino ai corsi per costruire giocattoli con materiale da riciclo. In ogni caso non ci sono limiti alla fantasia: molti B&B, ad esempio, in cambio del soggiorno richiedono lavori di imbiancatura oppure piccoli interventi di manutenzione”.

BABY BOUTIQUE DELL’USATO

Per i genitori alle prese con il caro-bèbè non esistono solo scambi e baratti, ma sono gettonatissimi anche i negozi per l’usato specializzati in prodotti per bambini. Niente a che vedere con i polverosi mercatini dell’usato di un tempo, ma vere e proprie boutique dove non è raro imbattersi in prodotti di marca, praticamente nuovi, venduti a prezzi stracciati.
Il primo negozio di questo genere – La Birba, aperto a Modena nel lontano 1998 – ora vanta una catena di 23 punti vendita in franchising. Accanto ad essi segnaliamo: i negozi del network Secondamanina, leader del settore con oltre 80 punti vendita in franchising disseminati su tutto il territorio nazionale; i 45 punti vendita BabyBazar; quelli appartenenti al Gruppo Baby Boom, con 13 negozi all’attivo.

Grazie alle generose dimensioni di questi negozi, è possibile acquistare (ed ovviamente vendere) davvero di tutto, compresi oggetti molto ingombranti come lettini, culle, passeggini, box e seggiolini auto. In accordo con il proprietario del negozio, i prodotti vengono messi in vendita con uno sconto del 50% sul prezzo originale e restano in esposizione per circa 2 mesi. Trascorso questo tempo, il prezzo degli oggetti verrà ulteriormente ribassato, generalmente del 50%, per ulteriori 30 giorni. Nel caso in cui la vendita vada a buon fine, il proprietario riceverà un compenso del 50% sul prezzo stabilito; in caso contrario potrà ritirare gli oggetti invenduti o lasciarli al punto vendita che provvederà a donarli in beneficenza. Nella maggior parte dei casi, chi vende può controllare l’andamento delle vendite direttamente online, collegandosi sul sito internet del negozio tramite login e password assegnate. Chi vende deve presentarsi con un documento di identità valido e sottoscrivere un regolamento; per chi acquista è invece tutto molto più semplice: basta recarsi nel negozio, scegliere la merce di interesse e pagare alla cassa.

Quali consigli dare a chi decide di vendere tramite i mercatini dell’usato? “Innanzitutto – spiega Silvia Pagliarini, titolare del negozio BabyBazar di Roma Nomentana – è bene anticipare le stagioni: in questo momento, ad esempio, stiamo già ritirando i capi di vestiario autunnali, anche perché le vendite degli articoli estivi saranno presto congelate per effetto dell’arrivo dei saldi. Inoltre, per evitare di fare viaggi inutili, è sempre bene immedesimarsi nell’acquirente, evitando di consegnare oggetti non vendibili perché troppo datati, non perfettamente funzionanti o comunque in condizioni non ottimali. È il caso, ad esempio, dei giocattoli o dei seggiolini per le auto: se privi di marchio CE o delle necessarie omologazioni, non potranno essere ritirati per la vendita”.

Previous post

Nasce Genitori&figli la sezione baby di TestMagazine

Next post

Salsicce secche contaminate da listeria

The Author

Linda Grilli

Linda Grilli