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Una serra verticale a km zero e senza pesticidi: l’esperimento italiano

A chilometri zero (davvero), senza pesticidi e con completo riciclo di acqua. È il nuovo metodo metodi di produzione agricola presentato dall’ENEA a Expo. È la “serra verticale”: l’agricoltura cittadina del futuro? Ecco il video del prototipo.

EMERGENZA SUOLO

Partiamo da un dato di fatto: il suolo si sta impoverendo, gli elementi che lo compongono e che sono alla base della nostra produzione di cibo, di foraggio per gli animali da allevamento, di fibre tessili e in generale di tutti gli ecosistemi fondamentali, si stanno esaurendo. La causa del degrado  è conseguenza delle azioni umane, come la gestione non sostenibile del territorio, con il suo sfruttamento intensivo.

Oggi – denuncia l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura – il 33% del territorio risulta degradato a causa di erosione, salinizzazione, compattazione, acidificazione e inquinamento chimico dei suoli. Questo significa che in futuro non ci sarà più materia prima per soddisfare i bisogni essenziali dei cittadini. Dal suolo deriva infatti – direttamente o indirettamente – il 95% del nostro cibo. Si stima che entro il 2050 la popolazione terrestre raggiungerà i 9 miliardi di persone e che la domanda di cibo, foraggio e fibre aumenterà del 60%. Ma non si potranno aumentare le aree agricole perché molti terreni semplicemente non sono adatti all’agricoltura e i costi (sia in termini economici sia in termini ecologici e sociali) per renderli produttivi sarebbero troppo alti.

Come garantire allora la sicurezza alimentare mondiale, sia attuale sia futura? In occasione dell’Anno Internazionale dei Suoli, il 2015, il Gruppo intergovernativo sul suolo del Partenariato Globale per i suoli ha raccomandato una serie di azioni, tra cui l’uso di tecnologie idonee in modo di produrre di più con meno, l’aumento dei terreni gestiti con pratiche sostenibili, la promozione di un uso più efficiente dell’acqua.

Mentre alcune nuove pratiche agricole ancora poco conosciute, e ancor meno utilizzate, sono state già varate, la ricerca italiana è in prima linea e sta studiando nuovi metodi di produzione agricola.

Tra questi ne spicca uno, che ha presentato l’ENEA in occasione di Expo . Si tratta della “serra verticale”, un cui prototipo è già pronto e visionabile all’Expo, e rappresenta l’agricoltura cittadina a chilometro zero che si potrà utilizzare quando acqua e fertilizzanti scarseggeranno.

LA SERRA VERTICALE

In futuro le città saranno sempre più grandi, diverranno megalopoli con milioni di abitanti che dovranno essere nutriti. Possibilmente con cibo fresco e sano.Ovviamente il cibo più fresco è quello ottenuto nelle vicinanze ma come si fa ad ottenerlo in città con estensioni di decine e decine di chilometri in ogni direzione?

Basta non pensare a un campo agricolo in orizzontale ma a uno verticale, che può essere inserito ovunque, anche “sottoterra”. La serra verticale consiste in una serie di piccole zolle di terra che vengono illuminate da LED, quindi una luce artificiale che ricrea i raggi solari provocando nelle piante il processo naturale della fotosintesi clorofilliana. Queste zolle vengono messe una accanto all’altra di strato in strato verticale all’interno di un sistema chiuso e controllato in cui non possono penetrare agenti patogeni.

I nutrienti e l’acqua sono perfettamente bilanciati onde evitare sprechi e vengono concessi alle piantine nel momento e nella quantità in cui ne hanno bisogno tramite un fertirrigatore: tutto studiato scientificamente affinché venga utilizzato solo lo stretto necessario.

L’ambiente è climatizzato e questo permette di non far penetrare insetti nocivi o muffe o qualsiasi possibile agente di contagio. Dunque niente pesticidi. Ogni fase agricola viene gestita in maniera automatica, senza l’intervento dell’uomo.

Di serra verticale l’ENEA ha già realizzato un prototipo in grado di produrre lattuga e basilico: ogni 3 settimane ne nascono 500 piante (250 di lattuga e 250 di basilico) in uno spazio ridottissimo. Una serra di pochi metri di altezza può soddisfare le esigenze di un intero quartiere cittadino con 25.000 abitanti. Di conseguenza, le megalopoli del futuro (ma anche quelle attuali, che non sono poche) potranno dotarsi di una serra verticale indipendente per ogni tot di abitanti. Il cibo sarà sempre fresco perché prodotto al “vero chilometro zero”.

Inoltre, trattandosi di un sistema chiuso, si può replicare anche in altre zone del pianeta, perfino nel deserto.

 

 

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Daniela Molina

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