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Le raccomandate “pazze” di Acea a 60mila romani

“Gentile cliente, Acea distribuzione ha tentato più volte di effettuare le verifiche al suo misuratore per rilevare la lettura elettrica che, al momento, non risulta possibile acquisire a distanza”.

Con queste parole inizia una raccomandata che è arrivata in questi giorni a migliaia di romani e che diversi lettori ci hanno inviato, per capirne di più. La lettera di Acea distribuzione, infatti, è ben strana, dato che in tono “autoritario” afferma: “la informiamo che il suddetto misuratore appartiene ad Acea Distribuzione Spa, la quale ha facoltà di effettuare le verifiche sugli apparati di sua proprietà per eseigenze di servizio legate, peraltro, a specifiche disposizioni dell’Autorità per l’energia”. La conclusione della raccomandata lascia stupiti: “A tal fine – recita la lettera – il personale deve poter accedere ai locali e il cliente ha l’obbligo di consentirne l’accesso e le conseguenti attività di verifica, pena la sospensione della fornitura”. Toni minacciosi, neppure tanto attenuati da un asterisco che specifica che “la sospensione potrà avere luogo solo previa diffida formale”.

A PENSAR MALE…

… si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. A citare una delle frasi famose di Andreotti è Romilda, una nostra lettrice romana, che sottolinea proprio il passaggio della lettera in cui Acea parla degli obblighi imposti dall’Aeeg. Obblighi che in diverse occasioni la società di distribuzione non è stata in grado di rispettare rischiando (l’ultimo procedimento è dello scorso anno) maximulte dall’Authority. “Che Acea si stia precostituendo una via di uscita nel caso l’Aeeg gli contesti per l’ennesima volta il fatto che non riesce a leggere i contatori degli utenti?”, si chiede Romilda.

Difficile rispondere anche se il dubbio è lecito. Di certe ci sono le regole dell’Aeeg prevede che, in caso di contatore tradizionale o elettronico non ancora attivato per la rilevazione dei consumi per fasce orarie (e Acea nella raccomandata ammette di non poter ancora effettuare la telelettura su alcuni contatori) , il distributore deve compiere un tentativo di lettura almeno una volta all’anno per i clienti con potenza disponibile non superiore a 16,5 kW (in pratica, tutti o quasi i clienti domestici).

Ed è anche difficile non avere dubbi, dato che i lettori che ci hanno scritto e telefonato giurano di non aver mai trovato alcun cartellino di mancata lettura di Acea. Altri spiegano anche di avere il contatore esterno (dunque raggiungibile in ogni caso).

 

COLPO DI SCENA

Inevitabile chiedere ad Acea cosa stia accadendo. Esattamente quello che ha fatto il Test. E Acea ha immediatamente ammesso di aver compiuto un errore. “Acea  Distribuzione desidera innanzitutto scusarsi per gli involontari disagi arrecati e fornire i seguenti chiarimenti” ci fanno sapere dalla società. Che in una nota spiega agli utenti: “Lettere come quella da Lei ricevuta, necessariamente generiche ed inviate ad una percentuale ridotta di clienti romani, hanno l’obiettivo di migliorare la qualità delle letture messe a disposizione dei Venditori anche se diversi da Acea. Nel caso specifico, la comunicazione aveva lo scopo di anticiparLe che il contatore della Sua utenza, sarebbe stato a breve oggetto di lettura a cura del personale di Acea Distribuzione o di ditte appaltatrici senza che Le venga proposta alcuna offerta commerciale”.

E conclude: “Ci dispiace che non essendo stato in casa alla consegna della raccomandata  sia stato costretto a recarsi presso l’ufficio postale per ritirarla e desideriamo inoltre informarla che stiamo operando affinché i nostri call center diamo riposte più puntuali e siano sempre più efficaci”.

Resta qualche dubbio, seppure è apprezzabile la retromarcia di Acea. Perché spendere dei soldi per inviare una raccomandata – anche a voler prescindere dai toni e dal contenuto – a utenti che sarebbe bastato avvertire con una nota in bolletta? E perchè minacciarli, ipotizzando che non abbiano fatto fare le letture, quando si voleva solo annunciare la prossima visita del personale Acea?

Sulla “percentuale ridotta”, inoltre, si gioca sui numeri, se è vero come ci ha scritto subito un lettore che il call center Acea “a caldo” ha confessato che le raccomandate partite sono state circa 60mila.

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Riccardo Quintili

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