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Creme solari per bambini, troppi ingredienti sospetti

Fenossietanolo, cessori di formaldeide, siliconi e antiossidanti potenzialmente irritanti. E ancora: coloranti, aromi allergizzanti e conservanti come la clorfenesina. Un lungo elenco di sostanze che non vorremmo mai trovare in un cosmetico per adulti, visti i ricorrenti sospetti della comunità scientifica internazionale, e che invece si trovano perfino più spesso in quelli per bambini.
È questo quello che denuncia il Test dopo aver esaminato di 12 creme solari per l’infanzia, tutte con un fattore 50, in un confronto pubblicato sul numero in edicola questo mese.
Un carico di sostanze chimiche impressionante. Compresi alcuni filtri solari di tipo chimico che potrebbero interferire con il delicato sistema endocrino dei più piccoli, e altri di tipo fisico le cui nanoparticelle hanno la capacità di penetrare nella cute e accumularsi pericolosamente nell’organismo dei bambini.

SULLA SUA PELLE
Sotto accusa, dunque, uno degli strumenti fondamentali per la difesa della pelle dei nostri figli dal sole. Per nulla trascurabile dato che l’esposizione prolungata ai raggi ultravioletti può comportare anche dei rischi molto seri.
 In base ai dati emersi da un recente studio epidemiologico, in Italia ogni anno si registrano dai 6 ai 15 nuovi casi di melanoma ogni 100.000 abitanti, con un’incidenza che cresce man mano che si sale da Sud a Nord. Un dato spiegabile, almeno in parte, con il fatto che chi risiede nel Settentrione ha in media un fototipo più chiaro, magari fa anche maggiore uso di lampade abbronzanti e riporta più spesso una storia di scottature solari ricorrenti, soprattutto in età infantile.

GRANDI RISCHI
“Le scarse pratiche di fotoprotezione – sottolinea al Test Ketty Peris, direttore della Clinica dermatologica del Policlinico Gemelli di Roma – sono ancor più deleterie quando coinvolgono i più piccoli e, soprattutto, i figli di genitori affetti da melanoma o sopravvissuti a questa malattia. Questi bambini, infatti, presentano un rischio maggiore di sviluppare il tumore rispetto alla popolazione generale ma, come dimostra un recente studio svolto in California, sono esposti ai raggi ultravioletti e a scottature solari in maniera uguale o addirittura superiore alla media. Ciò dimostra quanto ancora ci sia da fare nell’educazione all’esposizione solare”.

CACCIA ALLA MIGLIORE
Proteggere i bambini dal sole utilizzando prodotti efficaci e sicuri è dunque un imperativo per la loro salute. Ma evitare gli “effetti collaterali” non è facile, almeno se si giudica dal confronto pubblicato sul numero di giugno del Test, che ha promosso solo 5 creme solari su 12.

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Linda Grilli

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