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One.com denunciato dal Movimento difesa del cittadino

Troppi trabocchetti nel commercio elettronico. A finire nel mirino delle associazioni dei consumatori, questa volta, è il sito One.com denunciato dal Movimento difesa del cittadino all’Antitrust: la pratica commerciale scorretta segnalata da Mdc riguarda ostacoli all’esercizio dei diritti contrattuali del consumatore. Grazie a questa denuncia l’Antitrust ha aperto un’istruttoria per i servizi forniti dalla società danese, con sede anche in Italia.
Il cittadino che acquista in abbonamento i servizi di Web Hosting e Domain Name di One.com, per una durata standard di 12 mesi, in assenza di una comunicazione di disdetta almeno 30 giorni prima della sua scadenza, si ritrova con il rinnovo automatico del contratto che peraltro non prevede il diritto di recesso nei 14 giorni iniziali, stabilito invece dalla normativa comunitaria europea.
La creazione di spazi web personalizzati, che devono essere consegnati nel più breve tempo possibile al cliente, costituisce per la società la giustificazione per disapplicare la norma. Come sottolineato da Mdc nel ricorso, la negazione  del diritto di recesso potrebbe porsi in violazione delle nuove regole sui contratti a distanza prevista dal Codice del Consumo e dalla nuova Direttiva Consumatori n. 83/11 recepita con il D.lgs 21/14. Ancora più nebulosa la procedura di annullamento del contratto. In più di un caso segnalato all’associazione, l’invio del link da cliccare (unica via di uscita per il consumatore) tarderebbe ad arrivare determinando in alcuni casi il rinnovo del contratto e la richiesta continua di saldo delle fatture in sospeso da parte di società di recupero crediti.
“Sono diversi i dati che ci hanno spinto a intervenire in un settore che rientra a pieno nei servizi di e-commerce – dichiara Francesco Luongo, vicepresidente Mdc – infatti non solo il cliente è avviluppato in procedure a distanza poco chiare ma, dai contratti che i consumatori ci hanno sottoposto, non risultano evidenti neppure i costi dei servizi acquistati, consultabili unicamente in una apposita sezione del sito aziendale. Ricordiamo che informazioni di questo tipo devono essere sempre contenute all’interno del contratto di cui il consumatore deve avere per legge una copia su un  “supporto durevole” e che quest’ultimo non può prevedere la clausola di modifica unilaterale senza il  diritto di recesso del consumatore”.
Adesso la parola spetta all’Antitrust che verificherà la correttezza o meno di quanto segnalato nel frattempo agli utenti la possibilità di denunciare e segnalare a MDC casi simili scrivendo all’indirizzo [email protected]

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Paolo Moretti

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