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Pronto? Siamo di Acea, ci risulta che lei abbia pagato troppo…

“Buongiorno, la signora Rossi? Siamo di Acea. La chiamiamo perché ci siamo accorti che nell’ultima bolletta ha pagato più del dovuto. Può prenderla per piacere?”
Inizia  così una chiamata che, almeno a Roma, sta dilagando. Non aspettatevi però il miracolo di un’azienda che davvero vi chiami a casa per controllare che non vi abbia fatto sborsare più soldi.
Al contrario, si tratta dell’ultima versione di un fenomeno che da anni sta tormentando gli utenti, la vendita di contratti (in questo caso di energia) fatta da agenti che operano a provvigione per “rifilarci” il passaggio al mercato libero. Un fenomeno che non si placa, nonostante le molte pronunce delle Authority.
Torniamo alla nostra signora Rossi (lettrice del test a cui abbiamo dato un nome di fantasia). La signora quasi quasi ci cadeva, complice il fatto di essere stata sorpresa nel pieno del pomeriggio da una chiamata così cordiale. Al momento di comunicare i dati della bolletta, però, ha un ripensamento.
“Perdoni, se lei è davvero di Acea, mi dia il suo numero, la richiamo io appena ho trovato la bolletta”.
Inevitabile la risposta dell’”addetto”: un chiarissimo clic seguito dalla linea muta.
Se questo è bastato alla lettrice del Test, cosa fare se si è invece caduti nella trappola e ci si ritrova con un contratto nuovo di energia elettrica?

Tornare indietro è possibile, basta seguire i passi della nostra guida ai contratti fuori dai locali commerciali.

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Riccardo Quintili

Riccardo Quintili