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Servizi telefonici non richiesti: cellulari a rischio

Non si placa il fenomeno degli addebiti per servizi telefonici non richiesti sui cellulari. L’ultimo allarme arriva dal Centro Tutela Consumatori Utenti a cui si sono rivolti cittadini che hanno visto sottrarsi importi per abbonamenti a sovrapprezzo, i cosiddetti servizi premium, con cifre da 4 euro/settimana fino a 145 euro e oltre per bimestre. Questi abbonamenti possono essere di vario genere, spiegano dal Ctcu: giochi, musica, video, oroscopo, oltre ad altri svariati servizi. A causa di molteplici attivazioni illecite segnalate ed a seguito di specifiche indagini svolte dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nel mese di gennaio, i 4 maggiori gestori telefonici sono stati sanzionati con una multa complessiva superiore ai 5 milioni di euro.
Nonostante ciò però tali operazioni sembrano non placarsi. Questi servizi premium sono regolamentati dal cosiddetto “CASP 3.0”, il relativo Codice di Condotta emanato dall’AGCOM nel quale viene specificato che per abbonarsi a tali servizi, bisogna esprimere manifesta volontà dando il proprio consenso tramite click sulla landing page (pagina d’atterraggio), dopo aver cliccato su una pubblicità. E con queste regole dovrebbe essere molto difficile abbonarsi erroneamente, o peggio involontariamente.
Cosa si può fare se si è vittima di questi addebiti ingiustificati? Per prima cosa si consiglia di chiamare il servizio clienti del proprio gestore e chiedere l’immediata disattivazione di tali servizi e la contestuale attivazione del loro blocco permanente. Attenzione però, perché con il blocco, vengono sospesi tutti i servizi a sovrapprezzo, anche quelli attivati volontariamente, come ad esempio gli SMS inviati dalla banca per segnalare i movimenti del proprio conto.
Contestualmente va inviata una raccomanda A/R di reclamo al proprio gestore confermando le richieste telefoniche, contestando nuovamente l’attivazione di tali servizi e chiedendo che l’intero importo venga rimborsato, in quanto attivato senza alcun consenso. La Società di telefonia ha tempo dai 30 ai 45 giorni per rispondere al reclamo (a seconda del gestore). In assenza di risposta, o se la stessa non sia soddisfacente si può accedere alla conciliazione paritetica tramite il CTCU per far valere i propri diritti.
Il Ctcu consiglia dunque a tutti di tenere sempre sotto controllo il proprio conto telefonico sia nel caso di un piano ricaricabile, come in caso di abbonamento: i movimenti e il traffico si possono controllare tramite l’area personale sul sito o tramite le apposite “app” dei vari gestori. Queste giuste verifiche, a controllo della nostra spesa, servono a evitare addebiti non voluti.

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Riccardo Quintili

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