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Anatocismo, tre modi per ottenere il rimborso dalle banche

Interessi anatocistici? La banca deve risarcire il correntista. “In mancanza di una class action davvero funzionante anche in casi come questo, le strade percorribili sono tre e passano per la conciliazione paritetica, il ricorso all’Arbitro bancario e finanziario oppure al giudice di pace”, ci spiega Marco Gagliardi, legale del Movimento consumatori, l’associazione che ha “stoppato” con tre azioni inibitorie accettate dal Tribunale di Milano a metà aprile, la pratica di tre istituti bancari – Ing Direct, Banca popolare di Milano e Deutsche bank – di conteggiare interessi sugli interessi scaduti.

Due miliardi di euro sottratti dalle banche ai risparmiatori nel solo 2014 che attraverso una delle tre procedure gli utenti possono tentare di recuperare. “L’avvio di una procedura conciliativa – spiega Gagliardi – è di gran lunga il percorso più semplice ed economico ma è possibile solo con gli istituti che hanno sottoscritto protocolli con le associazioni dei consumatori, in questo caso è limitata ai correntisti Bpm ma se le nuove azioni nei confronti di altre dieci banche avviate nei giorni scorsi avranno lo stesso esito positivo la platea di coloro che possono ricorrere alla conciliazione si amplia”.

Per quanto riguarda il ricorso all’Arbitro Bancario e Finanziario, Gagliardi spiega che questo è possibile solo dopo aver presentato un reclamo alla banca in questione: “La sentenza del Tribunale di Milano non costituisce un precedente vincolante – precisa l’avvocato – ma è abbastanza inattaccabile nei contenuti motivo per cui è lecito affermare che le pronunce dell’Abf potranno essere tutte di tenore positivo per i correntisti”.

Il tribunale del capoluogo lombardo, infatti, è stato chiaro nell’affermare che l’anatocismo è divenuto illegale con la legge Finanziaria 2014, entrata in vigore il primo gennaio 2014, che ha riformato l’articolo 120 del Tub prevedendo che “gli interessi scaduti non possono più produrre nuovi interessi che devono essere conteggiati solo sul capitale”.

“In ultima analisi – conclude Gagliardi – c’è il ricorso al giudice di pace ma occorre valutare con attenzione se la somma che vantiamo è tale da giustificare le spese per una causa”.

A tal proposito l’associazione invita tutti i correntisti intenzionati a ottenere la restituzione di interessi anatocistici a contattare l’associazione scrivendo a [email protected].

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Valentina Corvino

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