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Torna il Salvagente, con il test sul piatto più amato dagli italiani

Cari lettori,  il secondo anno del nostro/vostro giornale si apre con una novità già dalla copertina. Il recupero, fin dalla testata, del marchio Salvagente che da oggi compare sulle nostre pagine.
Un pezzo di storia che torna – anche se chi ci ha seguito in questa prima stagione de il Test non ha fatto fatica a riconoscere il nostro cuore antico – e che ci rende orgogliosi. Una novità che non cambia lo spirito del giornale, ovviamente, semmai ne rafforza il taglio “di parte”, proseguendo la vocazione di difesa del cittadino-consumatore, iniziata nel 1989, quando grazie all’intuizione di Tito Cortese e Carlo Ricchini, nacque l’enciclopedia dei diritti del cittadino, all’epoca supplemento settimanale de l’Unità.
In 26 anni il Salvagente di strada ne ha fatta davvero molta, diventando nel 1993, sotto la direzione di Rocco Di Blasi, il primo settimanale indipendente di informazione consumerista. E, di fatto, è stata un’esperienza unica al mondo che per quasi un quarto di secolo ha prodotto inchieste, test, articoli sempre dalla parte del cittadino, senza compromessi.
Logico, dunque, che aver contribuito a far sì che una parte della storia del giornalismo italiano non sia andata persa ci renda orgogliosi. Come – ne siamo certi – farà felice quanti di voi ci hanno riconosciuto da subito e ci hanno seguito entusiasti nell’avventura de il Test.

Un esordio caldo

Il ritorno del Salvagente – e non è un caso – coincide con un’inchiesta esclusiva forte, quella che affronta il piatto più amato dagli italiani: la pasta. Abbiamo portato in laboratorio 15 marchi di spaghetti scoprendo in troppi casi la presenza di pesticidi e micotossine.

I risultati più sorprendenti, ve lo anticipiamo, si hanno proprio sui residui chimici: pesticidi, pur nei limiti, sono presenti in ben 4 prodotti molto famosi e in qualche caso in uno stesso campione si trovano anche più molecole differenti.

Qualche sorpresa anche sul fronte delle tossine: i 15 spaghetti analizzati sono risultati sempre nei limiti di legge previsti per gli adulti ma in più di un caso hanno sforato quelli per la prima infanzia. Segno che bisogna stare ben attenti a inserirli nella dieta dei bambini.

Oviamente queste analisi non ci sono bastate e – come si conviene a un piatto da cui gli italiani pretendono il massimo – abbiamo fatto effettuare in laboratorio anche prove di cottura. Severi test per laureare gli spaghetti più buoni oltre che più puliti, come scoprirete leggendo il giornale in edicola dal 23 gennaio.

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Riccardo Quintili

Riccardo Quintili